Il punto sulla situazione economica a Taormina


Il punto sulla situazione economica a Taormina

Dichiarazione alla stampa del dott. Alfredo Ferraro, Assessore al Bilancio del Comune di Taormina


Le dichiarazioni su un probabile e imminente fallimento del Comune di Taormina da parte di alcuni esponenti politici possono generare preoccupazione tra i cittadini. Le innovazioni normative continue e la complessità di un bilancio comunale, del resto, rendono ostica la materia agli stessi addetti ai lavori.


È il caso quindi di fare un po’ di chiarezza, anche per non cadere nella trappola dei rimbalzi di accuse di responsabilità tra le forze politiche.


L’attuale situazione di crisi del Comune deriva, senza dubbio, da discutibili politiche di Bilancio attuate non soltanto nell’ultimo quinquennio ma in epoca anche precedente. Essa sembra avere assunto rilevanza a seguito dei pareri negativi resi dal Collegio del Revisori sugli ultimi tre documenti finanziari. Tali pareri si riferiscono sempre e soltanto alle medesime criticità che da anni si trascinano.


Al di là delle parole, si tratta di capire se siamo impantanati in queste criticità oppure se c’è un percorso virtuoso che porterà all’uscita dalla crisi.


Questa Amministrazione può affermare con dati certi che:


1)      Il comune di Taormina non è più ente strutturalmente deficitario in base ai parametri stabiliti dall’art. 242 del T.u.e.l., rispettando otto indicatori su dieci previsti dal D. M. 24 settembre 2009


(vedi allegati al Rendiconto 2018).


2)      Il primo indicatore di positività e cambiamento è senza dubbio il risultato di cassa. Il Comune nel corso dell’intero anno 2019 non ha fatto ricorso ad anticipazione di tesoreria, si è gestito con i fondi propri e ha una disponibilità di cassa di euro 3.990.454,69, come attestato dal Collegio dei Revisori nel parere n. 21/2019 sul bilancio 2019. L’inversione di tendenza è chiara: nel 2019 il Comune di Taormina non ha avuto costi per interessi passivi di tesoreria. Mentre nel triennio precedente la media di spesa per tale onere è stata di 140.000,00 euro l’anno.


3)      I fondi a salvaguardia del bilancio, quali il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE) e il fondo contenzioso per le passività potenziali sono congrui (soltanto adesso, perché in precedenza indicati in maniera approssimativa e limitata) e stanziati nei limiti massimi richiesti dalla normativa.


4)      Il Bilancio 2019 prevede, inoltre, gli stanziamenti delle prime due annualità del piano di riequilibrio pari ad euro 2.881.119,41, oltre ad euro 1.500.000,00 per gli ulteriori debiti fuori bilancio e negli esercizi  2020 e 2021 sono comprese le restanti annualità del predetto piano.


5)      Il piano di riequilibrio, approvato nel febbraio 2018 dalla precedente Amministrazione, ancor prima che venga approvato o bocciato dalla Corte dei Conti, viene così finanziato per ben quattro annualità da questa Amministrazione.


6)      Lo stato di predissesto deliberato nel febbraio 2018, è stato approvato senza peraltro istruire in maniera esaustiva la relativa procedura che ad oggi è priva del necessario riconoscimento dei debiti inclusi nel piano di riequilibrio.


Pertanto, i primi risultati, ad appena diciotto mesi di amministrazione, sono più che soddisfacenti. Questa Amministrazione è stata capace di mettere su un piano di credibilità le azioni da svolgere per uscire dalla crisi.


Le azioni intraprese sono note:


1)      Approvazione di Bilanci di previsione e rendiconti non deliberati da oltre tre anni;


2)      Rigore nell’effettuazione della spesa;


3)      Indizione gara di appalto per individuare un nuovo Concessionario della riscossione (in itinere);


4)      Mantenere un continuo controllo delle entrate, procedendo agli accertamenti delle stesse;


5)      Istituzione di un ufficio unico delle entrate.


L’ipotesi di dissesto finanziario, in questo momento, non appare credibile, né è presa neanche in considerazione dal Collegio dei revisori, nonostante il parere sia negativo. Infatti, il Bilancio non viene giudicato squilibrato; esso è mancante dei bilanci delle partecipate (ASM e Consorzio rete fognante). Queste criticità sono in corso di superamento avendo il Comune adottato le misure necessarie. Infatti, per i bilanci dell’ASM è stato dato incarico ad un noto professionista di completare l’iter, mentre al Consorzio Rete fognante i bilanci sono redatti, muniti di parere favorevole del Revisore unico dei conti e posti all’attenzione dell’Assemblea consortile per la deliberazione. Inoltre, si va spediti verso la revoca della liquidatela ASM.


Il giudizio prognostico sulla possibilità di dissesto, invece, dev’essere basato sullo squilibrio strutturale riferito alla situazione di cassa, tenendo conto anche delle situazioni sintomatiche rappresentate dagli indicatori di deficitarietà individuati con D.M. 24 settembre 2009, ai sensi dell’art.242, co.2, d.lgs. n. 267/2000.